domenica 1 aprile 2018

Speciale: Asano Inio - postfazione alla nuova edizione di Solanin

Vi auguriamo una buona Pasqua con la postfazione alla sontuosa nuova edizione di Solanin, uscita in concomitanza con la raccolta in volume di Declino, uno dei titoli di punta della nostra collana. Ed è infatti della relazione fra i due titoli che discute, così diversi in concezione e visione del mondo a causa degli undici anni intercorsi fra i due, eppure così simili.
Vi lasciamo dunque alle parole dell’autore, tradotte come sempre dal vostro Furukawa Kanran.

Non mi ritengo una persona che crede nella divinazione o nelle superstizioni, ma quando ero ventenne avevo l’inconscia abitudine di esprimere desideri, tipo “se il resto esce dalla macchinetta interamente in pezzi da dieci yen mi faranno passare la serie” o “se riesco ad attraversare le strisce prima che scatti il semaforo venderò centomila copie”. Ora questo vizio mi è scomparso; del resto da qualche tempo a questa parte i miei desideri non si realizzano più. Dandomi da fare ricevo in cambio solo il 70 per cento di quanto mi aspettavo dagli sforzi spesi, e pur essendo ciò una noia, ci ho fatto l’abitudine. Credo sia un fatto naturale.
Solanin è un’opera serializzata undici anni fa; all’epoca speravo ansiosamente che vendesse di più, ma col senno di poi ritengo che sia stato un buon successo. Sarà perché quello era ancora un periodo in cui i fumetti vendevano tanto, in ogni caso c’è stato un sovrapporsi di fortunate coincidenze. È stato trasposto in film, e ogni tanto riascolto la canzone degli AKG¹ apprezzandola quasi come se non fosse roba mia. Quanto al perché la riedizione sia uscita proprio in questo momento, è tutto frutto di un mio desiderio di ripubblicare il fumetto in Giappone per celebrare il decennale in un formato simile al bellissimo volume unico in A5 pubblicato in Nordamerica qualche anno fa, solo che nel frattempo ne erano passati undici. È stata una mia svista. Rileggendolo dopo anni, poi, mi sono reso conto che i disegni erano peggiori di quanto ricordassi, c’erano molte scenografie superflue, e in diversi momenti c’erano scene in cui i personaggi vomitavano, il che mi ha messo voglia di domandare al me stesso di allora se tutto ciò fosse veramente necessario; ma di certo l’opera ha avuto vita in quanto tale in quel momento anche con tutti i punti di cui sopra. Voglio sbagliarmi proprio perché in un angolo della mia mente so cos’è giusto. Del resto sia io, come anche i miei lettori, ero solo un giovincello.
Quando ho finito di disegnare il capitolo 29 per la nuova edizione, mi sono reso conto che sia durante l’elaborazione della sceneggiatura, sia durante la lavorazione delle tavole, non avevo richiamato alla mente la figura di Taneda, avendo preso per scontato il fatto che ci fosse una persona in meno. All’epoca della serializzazione non amavo alla follia Taneda, orgoglioso e impostato com’era, ma per la prima volta ho provato un po’ di compassione per lui.
Talvolta la gente mi ha chiesto se la sua morte fosse un incidente o si trattasse di suicidio, e ogni volta rispondevo in maniera tiepida e vaga che poteva trattarsi di entrambi. A dire il vero neanche io, mentre disegnavo il fumetto, cercavo di pensare troppo alle ragioni dei gesti di Taneda, in quanto erano sicuramente futili. Eppure se dovessi spiegarle ora, direi che i “desideri” abbiano causato la sua morte. Desideri del genere “se riesco a bucare quel semaforo, andrà tutto bene”. Lasciare tutto alla sorte in ultimo è patetico. E davvero stupido. La verità è che risultati ottenuti con le proprie forze dovrebbero essere tutto per noi stessi ed è impossibile andare avanti senza accettarlo. Neanche stavolta riuscirò a farmi piacere Taneda, d’altronde è ormai morto.
Ponendomi, fra gli altri, l’obiettivo di mettere su tavola le cose che ho lasciato in sospeso in dieci anni di fumetti disegnati, ho avuto modo di fare una riedizione passati altri dieci anni. Ringrazio veramente, ma veramente di cuore tutti coloro coinvolti nel progetto, nonché i lettori che hanno nuovamente ripreso in mano
Solanin e quelli che magari lo leggono per la prima volta. Dall’inizio a circa metà di quest’anno (2017, NdT), ho disegnato un fumetto con protagonista un fumettista di mezza età intitolato Declino, che secondo me si è posto inaspettatamente in antitesi con Solanin. In Solanin il protagonista muore, i suoi sogni infranti; in Declino un uomo di mezza età vede le sue aspirazioni realizzarsi e tira avanti per la sua strada. Il fatto che i due volumi escano contemporaneamente, sembrando per puro caso il risultato di un’operazione commerciale, aggiunge un nuovo significato all’opera dopo dieci anni, anche se non è stata disegnata con quello scopo in mente, e questo mi fa davvero piacere. Non esiste una risposta, tutto è transitorio. Infatti c’è solo una cosa importante: adesso. Lo penso ora come allora, pur avendo qualche anno in più sul groppone, e oggi continuo a disegnare fumetti senza senso. E voi come vi sentite?

Asano Inio

PS: prossimamente su questi schermi, compatibilmente con la reperibilità delle scan (e no, la nostra copia a uso personale rimarrà custodita gelosamente negli archivi!), pubblicheremo il CAPITOLO 29, epilogo delle vicende di Solanin. Attendete fiduciosi.


1) Asian Kung-Fu Generation, gruppo che ha interpretato la canzone (scritta da Asano stesso) per l’omonimo film.

Nessun commento